BROTTO Sante

La nostra storia

Il rapporto che lega il nome dei Brotto e la carne, o meglio, all’animale che la produce, si perde nel tempo. I nostri avi sono sempre stati allevatori e commercianti di bovini da carne, nonno Pietro, conosciuto da tutti come “Pici” era una autorità nel mondo ormai tramontato dei mercati di bestiame che si tenevano in tutte le città del circondario come Castelfranco, Montebelluna, Thiene, Padova e Vicenza. Con il fratello Angelo comprava al mercato e poi rivendeva, spesso a credito, alle famiglie contadine per le quali una vacca che desse latte tutti i giorni e un vitello all’anno era una fonte importantissima di sostentamento e quasi di… sopravvivenza.

Sante, il primogenito di Pici, e iniziatore della nostra attività, si vanta sempre di essere nato in stalla quel 10 gennaio del 1939 a Cusinati, di non aver mai fatto un giorno di ferie in tutta la sua vita perché le mucche mangiano anche di domenica e nelle feste comandate, figuriamoci se vanno in ferie! Sante si alza tutte le mattine prima delle 6 e, prima di recarsi in negozio “governa” tutti i suoi animali, governa perché non è la stessa cosa di dare da mangiare, governare vuol dire accudire, guardare con occhio attento e provvedere a tutte le necessità dell’animale.

In anni non molto lontani non c’era il problema di cosa mangiare, ma quello di mangiare, le vacche macellate avevano una carne magrissima perché, oltre ad avere patito la fame per tutta la loro vita, venivano macellate solo quando erano troppo vecchie per lavorare nei campi e per generare vitelli. In negozio la carne arrivava subito dopo la macellazione e consumata in giornata, i tagli richiesti non erano certo il filetto e la costata, ma la testa, le frattaglie, la carne per il brodo e l’unica modalità di cottura o quasi, era il bollito.

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